Il sale: un ottimo alleato

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Il sale: un ottimo alleato

Messaggio da Zacca » 02/10/2015, 9:31

Il sale, seppur visto da molti come un medicinale molto blando, è uno tra i metodi curativi migliori; basti pensare al fatto che come prima cosa non risulta tossico per i pesci (come invece risultano tossici i principali principi attivi dei farmaci ad uso acquariofilo, come per esempio il verde di malachite o il blu di metilene). Chiaramente non è certo da considerare un farmaco (nel senso comune del termine) in quanto è si efficace, ma solamente nel caso in cui la malattia non sia in uno stato troppo avanzato. Resta comunque un valido alleato quando ci si trova di fronte ad una malattia, anzi, dovrebbe essere il primo curativo ad essere utilizzato, in quanto, come detto non è tossico per i pesci e quindi in caso di non funzionamento della cura, i pesci non risulterebbero ulteriormente indeboliti dal farmaco (cosa che di solito succede utilizzando un farmaco vero e proprio).
Il sale è responsabile di molti processi fisiologici negli esseri viventi, tra cui i principali sono i processi osmotici, ma interviene anche nella trasmissione delle informazioni nel sistema nervoso. Come si può capire dunque, l’utilizzo del sale in acquario, va a modificare (per tempi più o meno lunghi a seconda della cura intrapresa) le quantità di liquidi che vengono scambiati costantemente tra l’acqua stessa della vasca e la pelle del pesce; o meglio va a modificare la concentrazione di sali presente nei liquidi scambiati. La pelle del pesce svolge infatti l’importante funzione di scambiare liquidi con l’esterno (una sorta di membrana semipermeabile in grado di creare due diverse concentrazioni di sali all’interno e all’esterno).
Fatta questa piccola parentesi sulle funzioni della pelle passiamo a indicare contro cosa il sale risulta efficace

Spettro d’azione
- parassitosi esterne, quali principalmente: Costia, Chilodonella e Trichodina
- micosi causate da: Saprolegnia, Achyla e Dictyuchus
- batteriosi leggere che causano occhio opaco, sfrangiamenti e ferite superficiali.
Come detto prima il sale risulta efficace se gli attacchi sono di lieve entità oppure comunque agli stadi iniziali. Tuttavia
il sale può essere utilizzato in associazione con altri farmaci in caso di attacchi di maggior gravità, in quanto come esposto prima può comunque produrre dei benefici per il pesce modificando gli “scambi osmotici”.

Trattamenti
La cosa più importante da dire è che il sale deve essere grosso e (preferibilmente) NON IODATO; semplicemente, dopo averne pesato il quantitativo necessario lo si versa direttamente nell'acqua.
I trattamenti con il sale si possono eseguire secondo due metodologie, a seconda del tipo di pesce da trattare (cioè se esso vive in acqua dura oppure tenera) e a seconda della gravità del caso.
- METODO DEL BAGNO BREVE
Si pone il pesce in una vaschetta da pochi litri (a seconda della grandezza chiaramente) con aeratore. Si sciolgono 15-20g di sale per ogni litro di acqua e si lascia il pesce in quelle condizioni per 10-45 minuti (sempre a seconda della tipologia di pesce e della gravità). Se è necessario (e se ne vedono i miglioramenti) si può procedere i giorni seguenti ad un secondo bagno e così via fino alla guarigione. E’ bene sottolineare che questo metodo provoca uno stress abbastanza importante al pesce, quindi bisogna sempre tenerlo monitorato, soprattutto durante il bagno, ed intervenire di conseguenza.
- METODO DEL BAGNO PROLUNGATO
Tale metodo si può applicare direttamente in vasca (prestando attenzione nel caso in cui vi sia presenza di piante). Si sciolgono fino a 5-6 g/l di sale nel caso di pesci di acqua dura direttamente in vasca (oppure nella vaschetta che si intende utilizzare per la cura). Nel caso di pesci di acqua tenera (p.e Cardinali, Discus; anche se con l'allevamento intensivo di oggi è facile trovarli anche in acqua di rubinetto) invece la quantità di sale da sciogliere è di 1g per ogni 12,5l di acqua. Dopo cinque giorni è bene cambiare una buona quantità di acqua (almeno 20-30%) provvedendo poi a ripristinare la precedente salinità se si vuole proseguire con la cura (nel caso in cui si siano notati miglioramenti ma la situazione risulti ancora grave), oppure ad aggiustare la salinità fino a quella voluta (osservando i miglioramenti e decidendo caso per caso). A volte si può iniziare la cura con una concentrazione di sale non troppo alta, che verrà poi alzata dopo il cambio d’acqua (effettuato sempre al quinto giorno).
Questa procedura di cambi d’acqua e successivi aggiustamenti della salinità va ripetuta fino a quando si ritiene necessario; chiaro che se dopo un paio di settimane non si vedono miglioramenti, è meglio passare ad un’altra cura con un medicinale specifico per la patologia diagnosticata.
Come detto le piante già con concentrazioni di sale basse cominciano a risentirne, perciò più dura la cura e minori saranno le possibilità di salvezza per le piante.
I pesci appartenenti al genere Corydoras sono assolutamente da non sottoporre a trattamenti con il sale, ma in generale su questo tipo di pesci è sconsigliato l'utilizzo di medicinali.


La trattazione dell’argomento è basata sul libro “Malattie dei pesci d’acquario” di Dieter Untergasser al quale si rimanda per una trattazione delle patologie molto più specifica ed esaustiva.
Ultima modifica di Zacca il 02/01/2016, 20:31, modificato 4 volte in totale.
Marco :ahah

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